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Avere un presidente imputato è una cosa che nessun cittadino vorrebbe, da una parte e dall’altra. La nostra condizione, come italiani intendo, quindi non è delle migliori. Ci sono decine di discussioni, decine di parlamentari pronti a mettere la mano sul fuoco sul fatto che all’estero sia diverso rispetto all’Italia, all’estero un presidente del consiglio non viene messo sotto processo. Se la brucerebbero la mano. All’estero un politico, incastrato per delle telefonate registrate ad una procura per liberare una giovane prostituta, si sarebbe dimesso da tempo. Questo però, per il personaggio, rimane comunque l’ultimo dei motivi per dimettersi. Cose ben più gravi ha commesso.
Facciamo comunque finta che il personaggio non fosse lui, un nuovo arrivo della politica. Cerchiamo di far finta che la cosa non tocchi nessuno di noi conosciuto, per ragionare serenamente. Può un presidente del consiglio instaurare una guerra continua con un altro potere dello stato senza mai portare prove reali? Io dico no. Distruggerebbe lo stato.
Ed infatti, Benvenuti in Italia!
Vi passo un bell’articolo di Gomez.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/berlusconi-cerca-lincidente/103825/

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Ecco un bell’articolo che riassume a cosa va incontro il sistema della giustizia. Giusto per far capire anche ai più “duri di comprendonio” che questo non è il governo della sicurezza.  Per lo meno non quella dei cittadini onesti.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/25/il-blocco-del-parlamento-un-altro-pezzo-di-stato-repubblicano-che-cade/73518/

Consiglio vivamente la lettura dell’intervista al link che ho riportato. Furio Colombo racconta come e perché il Parlamento è bloccato per 20 giorni.

Questo lo trovo di una gravità senza precedenti. Peggio di tutte le pastette mafiose e la distruzione della giustizia di Berlusconi & soci.

papisti più del Papa…

Pubblicato: febbraio 22, 2008 in articoli
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Ecco un altro fenomeno del nostro Paese. No comment.

link

POLITICA

L’iniziativa è stata apertamente criticata in un editoriale di Rondoni
“perché porta in modo sbagliato nella competizione elettorale un tema morale”

La Cei boccia la lista anti-aborto
Avvenire: Ferrara estremizza

La senatrice teodem Binetti: la 194 ha bisogno del tagliando
di PAOLA COPPOLA

<B>La Cei boccia la lista anti-aborto<br>Avvenire: Ferrara estremizza</B>Giuliano Ferrara

ROMA – La lista pro-life di Giuliano Ferrara non convince la Cei. Dopo aver già raccolto un’accoglienza fredda da parte del quotidiano Avvenire, ieri è stata apertamente criticata in un editoriale firmato da Davide Rondoni. L’iniziativa non convince perché “al di là di nobili intenti finisce per portare in modo sbagliato in mezzo alla competizione elettorale un tema morale”, scrive Rondoni. Che nella lista vede “un grave rischio di estremizzazione, e di ghettizzazione, di una parte del mondo cattolico su un tema così delicato”.

Ferrara va avanti con il suo progetto elettorale e ha presentato ieri alla Tv della libertà di Maria Vittoria Brambilla il suo programma: lotta contro la Ru486, la pillola abortiva; appoggio ai neonatologi per la tutela sanitaria del neonato malato anche in assenza del consenso genitoriale; tutela della maternità e garanzie alle donne che lavorano”. Infine: “protezione degli embrioni, che sono già vita; difesa della legge 40, che la sinistra vuole abolire”.

Rispondendo a una domanda sull’iniziativa di Ferrara, il presidente della Pontificia accademia della vita Elio Sgreccia ha commentato: “Se tutti i partiti politici debbano mettere il tema dell’aborto in programma o solo uno debba farlo, sono i politici a doverlo decidere. Però l’aborto volontario è un problema non solo privato, ma un problema politico”. Per Gianfranco Fini la lista pro-life è “spregiudicata”. Il leader di An si è detto “contrario all’aborto, ma la 194 va fatta rispettare in toto”. Dello stesso avviso il candidato dell’Udc Pier Ferdinando Casini.


Sul tema dell’aborto è intervenuto anche Fausto Bertinotti: “Non dobbiamo schivare la questione della vita che la destra ci butta addosso, dobbiamo dimostrare una superiorità civile e culturale sulla questione della vita”. Nel centro-sinistra il dialogo tra laici e cattolici è aperto: ieri i cattolici vicini al partito democratico hanno presentato “Italia solidarietà”, un laboratorio di formazione e cultura politica che ruota intorno a tre idee guida: laicità democratica, buona politica e riformismo solidale, come ha chiarito il coordinatore dei cristiano sociali, Mimmo Lucà.

Sulla mozione appena firmata da Anna Finocchiaro e Paola Binetti è intervenuta anche la senatrice teodem chiarendo che a trent’anni dalla 194 è arrivato il momento di fare il “tagliando” alla legge e verificare gli obiettivi mancati. L’obiettivo – ha aggiunto – è “mettere in primo piano tutto quello che può dire a favore della vita. Fare in modo che la legge assuma come obiettivo prioritario la tutela della vita nascente”. L’altra senatrice teodem del Pd, Emanuela Baio, ha offerto invece la sua interpretazione del documento: “si afferma che l’aborto non è un diritto, è una piaga”.


(22 febbraio 2008)