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Vorrei dedicare un paio di riflessioni agli avvenimenti degli ultimi tempi.
Per prima cosa il pensiero principale rimane la condizione economica: non pare che chi comanda il mondo voglia mollare le proprie posizioni di forza e l’economia con finanza sregolata al seguito continua ad andare come negli ultimi 10 anni. Fantastico, continueremo a crollare fin quando l’incantesimo non dovrà per forza sciogliersi. Questa è obiettivamente la prima preoccupazione, ma tant’è e non riusciamo a farci nulla nel breve periodo. L’unica che ci rimane è vedere i dibattiti in tv e prendersela con i viceministri e sottosegretari che raccontano la favoletta della manovra equa.

Tra gli altri pensieri c’è stato spazio per il calcio: mi sono interrogato parecchio sulla dichiarazione di Buffon “Anche se mi fossi accorto non avrei detto nulla per aiutare il guardalinee”. Fantastico! Zeman si è esibito, meglio ancora del presidente degli arbitri, in un commento interessante che più o meno suonava così: “In campo nessuno lo direbbe ma ribadirlo fuori è sbagliato. La mia opinione è che nessun giocatore può non accorgersi di un pallone dentro la porta di 1 metro, tantomeno un portiere. Dico di più, io mai avrei cercato di levarlo da dentro, secondo me già in questo si può notare la disonestà del giocatore. E ben venga la sincerità di Buffon, almeno può aiutare qualcuno che ama il calcio sul serio a rendersi conto di che merda sia questo sport in Italia. La mia conclusione, il riassunto più azzeccato che sono riuscito ad elaborare è che se ami la vittoria qualunque vittoria essa sia ti comporti come Buffon, se ami la competizione, lo sport e la vittoria per merito ti comporti diversamente. E secondo me il calcio sarebbe anche molto più divertente se scegliessimo tutti la seconda opzione. Invece tendenzialmente e a qualsiasi livello ci si avvilisce tremendamente quando si perde e in questo modo si perde il senso dello sport. Peccato.

Infine la TAV. Ho sentito Perino spiegare che Abbà, se non fosse stato inseguito dalle forze dell’ordine, non sarebbe rimasto fulminato. Beh, non posso che dire che in parte ha ragione. Inoltre lo Stato italiano qui in Val di Susa si sta comportando da stato antidemocratico già da 10 anni. Ma che ci si aspetta da un Paese in cui la politica ripete, ogni volta che i suoi interessi confliggono con quelli del popolo, che non si può lasciare in mano al qualunquismo e alla demagogia la responsabilità di decidere per il superiore bene del Paese? Niente di più di quel che succede.
BelPaese. Seh, proprio un bel Paese.