Interessante. 🙂
Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Vorrei dedicare un paio di riflessioni agli avvenimenti degli ultimi tempi.
Per prima cosa il pensiero principale rimane la condizione economica: non pare che chi comanda il mondo voglia mollare le proprie posizioni di forza e l’economia con finanza sregolata al seguito continua ad andare come negli ultimi 10 anni. Fantastico, continueremo a crollare fin quando l’incantesimo non dovrà per forza sciogliersi. Questa è obiettivamente la prima preoccupazione, ma tant’è e non riusciamo a farci nulla nel breve periodo. L’unica che ci rimane è vedere i dibattiti in tv e prendersela con i viceministri e sottosegretari che raccontano la favoletta della manovra equa.

Tra gli altri pensieri c’è stato spazio per il calcio: mi sono interrogato parecchio sulla dichiarazione di Buffon “Anche se mi fossi accorto non avrei detto nulla per aiutare il guardalinee”. Fantastico! Zeman si è esibito, meglio ancora del presidente degli arbitri, in un commento interessante che più o meno suonava così: “In campo nessuno lo direbbe ma ribadirlo fuori è sbagliato. La mia opinione è che nessun giocatore può non accorgersi di un pallone dentro la porta di 1 metro, tantomeno un portiere. Dico di più, io mai avrei cercato di levarlo da dentro, secondo me già in questo si può notare la disonestà del giocatore. E ben venga la sincerità di Buffon, almeno può aiutare qualcuno che ama il calcio sul serio a rendersi conto di che merda sia questo sport in Italia. La mia conclusione, il riassunto più azzeccato che sono riuscito ad elaborare è che se ami la vittoria qualunque vittoria essa sia ti comporti come Buffon, se ami la competizione, lo sport e la vittoria per merito ti comporti diversamente. E secondo me il calcio sarebbe anche molto più divertente se scegliessimo tutti la seconda opzione. Invece tendenzialmente e a qualsiasi livello ci si avvilisce tremendamente quando si perde e in questo modo si perde il senso dello sport. Peccato.

Infine la TAV. Ho sentito Perino spiegare che Abbà, se non fosse stato inseguito dalle forze dell’ordine, non sarebbe rimasto fulminato. Beh, non posso che dire che in parte ha ragione. Inoltre lo Stato italiano qui in Val di Susa si sta comportando da stato antidemocratico già da 10 anni. Ma che ci si aspetta da un Paese in cui la politica ripete, ogni volta che i suoi interessi confliggono con quelli del popolo, che non si può lasciare in mano al qualunquismo e alla demagogia la responsabilità di decidere per il superiore bene del Paese? Niente di più di quel che succede.
BelPaese. Seh, proprio un bel Paese.

Vorrei dedicare un paio di minuti sulla finanziaria da 47 miliardi del “grande economista-che-sta-salvando-l’Italia-grazie-al-suo-rigore” Tremonti.

Intanto premetto che ogni volta in cui mi capita di sentire parlare Tremonti di economia capisco perché l’Italia economicamente va a rotoli. E mi sento un possibile candidato per il nobel in economia. Seconda premessa doverosa da fare è che quando lo Stato taglia i fondi ai servizi sta aumentando le tasse indirettamente al ceto medio e medio basso. Quando si taglia su sanità e pensioni, poi, si sta giocando sulla pelle delle persone.

Parliamo ora della cosiddetta finanziaria. Tagliare poco quest’anno, un altro poco il prossimo anno e lasciare al futuro governo la tegola del grosso della manovra, oltre che essere una mossa da completi irresponsabili e vigliacchi, ci mette in una pessima luce sul piano internazionale. Infatti va da sé che il commento di Standard & Poor’s viene implicitamente confermato mettendoci nelle fila dei paesi instabili politicamente tanto da non poter e saper mettere mano ai conti pubblici. Questo sicuramente lo pagheremo e ci esporrà alla speculazione. Insomma, una specie di incubo. Grazie Tremonti dopo 10 anni di bluff ci toccherà pagare il conto della tua politica scellerata.

Le soluzioni alternative? Ci sarebbero eccome e starebbero persino nel programma elettorale del Pdl: abolire le province. Senza licenziare nessuno si risparmierebbero 15 miliardi di euro per ogni anno da qui alla fine dei tempi e in 4 anni farebbero 60 miliardi di euro risparmiati senza tagliare 1 euro 1 di servizi ai cittadini.

Avere un presidente imputato è una cosa che nessun cittadino vorrebbe, da una parte e dall’altra. La nostra condizione, come italiani intendo, quindi non è delle migliori. Ci sono decine di discussioni, decine di parlamentari pronti a mettere la mano sul fuoco sul fatto che all’estero sia diverso rispetto all’Italia, all’estero un presidente del consiglio non viene messo sotto processo. Se la brucerebbero la mano. All’estero un politico, incastrato per delle telefonate registrate ad una procura per liberare una giovane prostituta, si sarebbe dimesso da tempo. Questo però, per il personaggio, rimane comunque l’ultimo dei motivi per dimettersi. Cose ben più gravi ha commesso.
Facciamo comunque finta che il personaggio non fosse lui, un nuovo arrivo della politica. Cerchiamo di far finta che la cosa non tocchi nessuno di noi conosciuto, per ragionare serenamente. Può un presidente del consiglio instaurare una guerra continua con un altro potere dello stato senza mai portare prove reali? Io dico no. Distruggerebbe lo stato.
Ed infatti, Benvenuti in Italia!
Vi passo un bell’articolo di Gomez.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/berlusconi-cerca-lincidente/103825/

Nuova sceneggiata del presidente chiagni e fotti. Lo noto da un paio di giorni: un cerottone appiccicato in faccia solo per cercare di fare pietà ai suoi coetanei ora che la sua popolarità è ai minimi. Il solito schifo.

Lo fa notare anche Il fatto quotidiano.

 

Ecco un bell’articolo che riassume a cosa va incontro il sistema della giustizia. Giusto per far capire anche ai più “duri di comprendonio” che questo non è il governo della sicurezza.  Per lo meno non quella dei cittadini onesti.

Segnalo questo bel post del blog di Genchi che ci spiega come la mancata denuncia di Bossi del ritrovamento della cimice sia un reato: in quanto pubblico ufficiale ha il dovere di denunciare il reato.

In realtà credo che basterebbe molto meno per screditare completamente Bossi e compagnia bella: basterebbe notare come un ministro della Repubblica, che ha governato quasi 8 degli ultimi 10 anni, non abbia la minima fiducia delle istituzioni che lui ha contribuito a forgiare e sostenere e migliorare negli ultimi 15 anni. Infatti è alle istituzioni che doveva rivolgersi al dubbio che possano esistere/ritrovamento di strani arnesi. Non l’ha fatto quindi è un pessimo ministro e deve dimettersi. Se non l’ha fatto perché non ha fiducia nelle istituzioni vuol dire che non ha fiducia nel proprio lavoro e chi meglio può giudicare sé stesso se non lui? Quindi deve dimettersi. Se non l’ha fatto perché ha fiducia nel proprio lavoro e quindi probabilmente sa che da 15 anni sta distruggendo l’apparato della Giustizia in Italia allora si deve dimettere.

Insomma, un ministro che non rispetta nemmeno l’abc di uno stato di diritto non dovrebbe poter governare.

Che schifo.