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Ma in Germania si sta meglio..(?)

Pubblicato: gennaio 28, 2013 in articoli, Economia
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Questo per gli amici che: “In Germania stanno meglio e la loro classe dirigente è migliore della nostra”
http://www.businessinsider.com/censored-poverty-report-in-germany-2012-11
per chi non mastica bene l’inglese c’è questo articolo in italiano:
http://znetitaly.altervista.org/art/9218

Fantastico, tutti i cittadini europei hanno vinto il nobel per la pace. Innanzitutto le critiche, flash, alla questione. Non mi sembra che un’Europa che sta portando un programma di annessione e sottomissione dei popoli delle varie nazioni ai dettami ideologici della Germania e gli altri paesi del centro, previa frustrazione economica e conseguente umiliazione morale, sia un esempio di pace. Anzi, a pensarci un attimo questi sono esattamente i semi della guerra: facciamo finta che gli squilibri economici verso l’esterno non esistano e che non ci sia una concorrenza commerciale spietata all’interno dell’Europa, io dico non si può impoverire e dare tutte le colpe ad un popolo, mettendolo in ginocchio, quando si fa parte di un’unione. Questo è esattamente il contrario della promozione della Pace. Se proprio non vogliamo pensarci basta leggere la storia, qualsiasi disastro economico ha portato poi a tensioni internazionali enormi poi sfociate in guerre.
Passiamo quindi ad altre considerazioni. Viene da pensare che il comitato che assegna i Nobel non abbia nessuna autorità intellettuale, magari è popolato di umanisti innamorati di sogni europei oppure, peggio, è sensibilissimo a stimoli di finanza e politica che spingono verso l’UE. Non saprei proprio. Sicuramente, mentre il Nobel ad Obama poteva essere in qualche modo compreso alla luce della svolte, poi disattese, nel dialogo verso il mondo e del lasciarsi dietro le spalle la tragedia della guerra perpetua al terrorismo, questo premio appare già oggi un errore. Un errore enorme.

Vorrei dedicare un paio di riflessioni agli avvenimenti degli ultimi tempi.
Per prima cosa il pensiero principale rimane la condizione economica: non pare che chi comanda il mondo voglia mollare le proprie posizioni di forza e l’economia con finanza sregolata al seguito continua ad andare come negli ultimi 10 anni. Fantastico, continueremo a crollare fin quando l’incantesimo non dovrà per forza sciogliersi. Questa è obiettivamente la prima preoccupazione, ma tant’è e non riusciamo a farci nulla nel breve periodo. L’unica che ci rimane è vedere i dibattiti in tv e prendersela con i viceministri e sottosegretari che raccontano la favoletta della manovra equa.

Tra gli altri pensieri c’è stato spazio per il calcio: mi sono interrogato parecchio sulla dichiarazione di Buffon “Anche se mi fossi accorto non avrei detto nulla per aiutare il guardalinee”. Fantastico! Zeman si è esibito, meglio ancora del presidente degli arbitri, in un commento interessante che più o meno suonava così: “In campo nessuno lo direbbe ma ribadirlo fuori è sbagliato. La mia opinione è che nessun giocatore può non accorgersi di un pallone dentro la porta di 1 metro, tantomeno un portiere. Dico di più, io mai avrei cercato di levarlo da dentro, secondo me già in questo si può notare la disonestà del giocatore. E ben venga la sincerità di Buffon, almeno può aiutare qualcuno che ama il calcio sul serio a rendersi conto di che merda sia questo sport in Italia. La mia conclusione, il riassunto più azzeccato che sono riuscito ad elaborare è che se ami la vittoria qualunque vittoria essa sia ti comporti come Buffon, se ami la competizione, lo sport e la vittoria per merito ti comporti diversamente. E secondo me il calcio sarebbe anche molto più divertente se scegliessimo tutti la seconda opzione. Invece tendenzialmente e a qualsiasi livello ci si avvilisce tremendamente quando si perde e in questo modo si perde il senso dello sport. Peccato.

Infine la TAV. Ho sentito Perino spiegare che Abbà, se non fosse stato inseguito dalle forze dell’ordine, non sarebbe rimasto fulminato. Beh, non posso che dire che in parte ha ragione. Inoltre lo Stato italiano qui in Val di Susa si sta comportando da stato antidemocratico già da 10 anni. Ma che ci si aspetta da un Paese in cui la politica ripete, ogni volta che i suoi interessi confliggono con quelli del popolo, che non si può lasciare in mano al qualunquismo e alla demagogia la responsabilità di decidere per il superiore bene del Paese? Niente di più di quel che succede.
BelPaese. Seh, proprio un bel Paese.

Avere un presidente imputato è una cosa che nessun cittadino vorrebbe, da una parte e dall’altra. La nostra condizione, come italiani intendo, quindi non è delle migliori. Ci sono decine di discussioni, decine di parlamentari pronti a mettere la mano sul fuoco sul fatto che all’estero sia diverso rispetto all’Italia, all’estero un presidente del consiglio non viene messo sotto processo. Se la brucerebbero la mano. All’estero un politico, incastrato per delle telefonate registrate ad una procura per liberare una giovane prostituta, si sarebbe dimesso da tempo. Questo però, per il personaggio, rimane comunque l’ultimo dei motivi per dimettersi. Cose ben più gravi ha commesso.
Facciamo comunque finta che il personaggio non fosse lui, un nuovo arrivo della politica. Cerchiamo di far finta che la cosa non tocchi nessuno di noi conosciuto, per ragionare serenamente. Può un presidente del consiglio instaurare una guerra continua con un altro potere dello stato senza mai portare prove reali? Io dico no. Distruggerebbe lo stato.
Ed infatti, Benvenuti in Italia!
Vi passo un bell’articolo di Gomez.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/berlusconi-cerca-lincidente/103825/

Ecco un bell’articolo che riassume a cosa va incontro il sistema della giustizia. Giusto per far capire anche ai più “duri di comprendonio” che questo non è il governo della sicurezza.  Per lo meno non quella dei cittadini onesti.

Segnalo questo bel post del blog di Genchi che ci spiega come la mancata denuncia di Bossi del ritrovamento della cimice sia un reato: in quanto pubblico ufficiale ha il dovere di denunciare il reato.

In realtà credo che basterebbe molto meno per screditare completamente Bossi e compagnia bella: basterebbe notare come un ministro della Repubblica, che ha governato quasi 8 degli ultimi 10 anni, non abbia la minima fiducia delle istituzioni che lui ha contribuito a forgiare e sostenere e migliorare negli ultimi 15 anni. Infatti è alle istituzioni che doveva rivolgersi al dubbio che possano esistere/ritrovamento di strani arnesi. Non l’ha fatto quindi è un pessimo ministro e deve dimettersi. Se non l’ha fatto perché non ha fiducia nelle istituzioni vuol dire che non ha fiducia nel proprio lavoro e chi meglio può giudicare sé stesso se non lui? Quindi deve dimettersi. Se non l’ha fatto perché ha fiducia nel proprio lavoro e quindi probabilmente sa che da 15 anni sta distruggendo l’apparato della Giustizia in Italia allora si deve dimettere.

Insomma, un ministro che non rispetta nemmeno l’abc di uno stato di diritto non dovrebbe poter governare.

Che schifo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/25/il-blocco-del-parlamento-un-altro-pezzo-di-stato-repubblicano-che-cade/73518/

Consiglio vivamente la lettura dell’intervista al link che ho riportato. Furio Colombo racconta come e perché il Parlamento è bloccato per 20 giorni.

Questo lo trovo di una gravità senza precedenti. Peggio di tutte le pastette mafiose e la distruzione della giustizia di Berlusconi & soci.