E’ da molto tempo che vorrei iniziare una rubrica in cui aggiungere al mio vocabolario una parola al giorno. Conoscere più parole può essere molto utile e può anche migliorare le nostre vite.
Oggi comincio con una parola straniera:
hectic:movimentato, febbrile, frenetico agg. too hectic – troppo frenetico.
La parola, per la cronaca, l’ho trovata in questo video

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Qualche tempo fa sono andato a vedere un documentario intitolato “Indebito” che parlava della Grecia di oggi. Le musiche di Vinicio Capossela, co protagonista insieme a molti artisti del Rebetiko delle taverne e città greche, hanno senza dubbio arricchito l’opera agli occhi dei suoi fan appassionati e dato una nota poetica allo scorrere delle immagini, delle testimonianze. Personalmente l’ho trovato lunghissimo, lento ma a tratti interessante grazie al tema degli artisti poveri di strada che criticano la società attuale degli ultimi 100 anni. Questa cultura di nicchia ha una sua storia che nasce da un’emigrazione dalla Turchia, ma chi vuole può andare a cercarsela più nel dettaglio. Non qui.
Purtroppo per me fu una sorta di delusione e lo dico da appassionato di economia e di ricerca di un miglioramento delle condizioni dell’umanità in generale. Vedere infatti un autore di documentari ed un artista andare a Roma e non vedere il Papa della crisi sociale ed economica mi ha lasciato perplesso. Se devo essere sincero ho pensato anche ad una sorta di maliziosa scelta da parte di chi ha creato un documentario sulla Grecia del 2013 senza parlare dei temi centrali che interessano tutti, ma sfruttandone comunque la sfortunata fama.
Ecco, sono sicuro che questo non accadrà al documentario: “La Grecia è il più grande successo dell’Euro” che saprà portare i vostri occhi sulla scena di questa guerra commerciale che ormai ha preso la forma di una annessione coloniale. Qualcuno, secondo me a ragione, parla di veri e propri crimini contro l’umanità ed è importante che qualcuno documenti l’accaduto. Le persone che stanno raccogliendo i fondi sono fidate e vi invito a contribuire generosamente, un giorno ne sarete orgogliosi.

Cipro – un’analisi più approfondita –

Capita di leggere notizie e capita persino di incappare in spiegazioni delle notizie. Delle prime siamo inondati, travolti, delle seconde nemmeno l’ombra. Qualcuno che ci aiuta a fare chiarezza, grazie alla sua capacità di mettere insieme i puntini, in giro lo si trova. In questo caso è Alessandro Guerani.

Buona lettura.

Link  —  Pubblicato: marzo 18, 2013 in Uncategorized
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Ma in Germania si sta meglio..(?)

Pubblicato: gennaio 28, 2013 in articoli, Economia
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Questo per gli amici che: “In Germania stanno meglio e la loro classe dirigente è migliore della nostra”
http://www.businessinsider.com/censored-poverty-report-in-germany-2012-11
per chi non mastica bene l’inglese c’è questo articolo in italiano:
http://znetitaly.altervista.org/art/9218

Fantastico, tutti i cittadini europei hanno vinto il nobel per la pace. Innanzitutto le critiche, flash, alla questione. Non mi sembra che un’Europa che sta portando un programma di annessione e sottomissione dei popoli delle varie nazioni ai dettami ideologici della Germania e gli altri paesi del centro, previa frustrazione economica e conseguente umiliazione morale, sia un esempio di pace. Anzi, a pensarci un attimo questi sono esattamente i semi della guerra: facciamo finta che gli squilibri economici verso l’esterno non esistano e che non ci sia una concorrenza commerciale spietata all’interno dell’Europa, io dico non si può impoverire e dare tutte le colpe ad un popolo, mettendolo in ginocchio, quando si fa parte di un’unione. Questo è esattamente il contrario della promozione della Pace. Se proprio non vogliamo pensarci basta leggere la storia, qualsiasi disastro economico ha portato poi a tensioni internazionali enormi poi sfociate in guerre.
Passiamo quindi ad altre considerazioni. Viene da pensare che il comitato che assegna i Nobel non abbia nessuna autorità intellettuale, magari è popolato di umanisti innamorati di sogni europei oppure, peggio, è sensibilissimo a stimoli di finanza e politica che spingono verso l’UE. Non saprei proprio. Sicuramente, mentre il Nobel ad Obama poteva essere in qualche modo compreso alla luce della svolte, poi disattese, nel dialogo verso il mondo e del lasciarsi dietro le spalle la tragedia della guerra perpetua al terrorismo, questo premio appare già oggi un errore. Un errore enorme.

Un po’ di video di Bagnai:






Un bell’articolo da legggere per chi vuole approfondire uno dei lavori che, su dati empirici, mette in risalto come in un Paese inizino effetti depressivi sull’economia quando il debito privato raggiunge il 110% del PIL.

Questo ovviamente andrebbe ricordato insieme al fatto che il debito pubblico in Italia non è un problema, è il debito privato estero a spaventare i mercati. Ma questo non ce lo racconteranno in TIVVU’. 🙂

PS:Bagnai docet